Si è tenuta con successo a Torino, l’11 aprile 2026, presso la Giardineria Reale del Circolo degli Artisti, la mostra “Un quarto alle 3:00. Notti” a cura degli artisti bresciani Rosanna Romano (RoRo) e Giorgio Calza (B.S.G.), un binomio madre-figlio dalle spiccate qualità espressive, talenti di diversa matrice stilistica ma identica e affinata sensibilità e creatività.
“Un quarto alle 3:00. Notti” può definirsi, a buona ragione, un progetto artistico-letterario originale e unico nel suo genere in quanto tutti i dipinti presenti nell’esposizione sono stati dedicati all’ultima silloge poetica della poeta Maria Teresa Infante La Marca. Il volume, da cui prende il nome la Mostra, pubblicato nel 2024 da Oceano Edizioni, è stato infatti fonte di ispirazione per Rosanna e Giorgio che hanno accostato trentuno delle loro creazioni pittoriche ad altrettante poesie contenute nel libro. Ideazione non solo meritevole di attenzione ma unica e singolare in quanto nella storia dell’arte non è mai successo che un’intera collezione sia stata completamente dedicata a una poeta, o meglio a una intera raccolta poetica.
In pratica un progetto artistico che ha visto la luce dopo quasi due anni di lavorazione, coordinazione e programmazione dei tre protagonisti, visitabile fino al 24 aprile 2026.
La cerimonia d’inaugurazione si è aperta con gli interventi del presidente del Circolo degli Artisti di Torino, Luigi Tartaglino e del direttore artistico Davide Mabellini che hanno relazionato sui contenuti espositivi comprendenti (31) trentuno dipinti: (19) diciannove di R. Romano e (12) di Giorgio Calza.
Per l’occasione è stato presentato anche l’originale Catalogo artistico “Un quarto alle 3:00. Notti”, Oceano Edizioni, atipico in quanto alla sua esclusiva curatela da parte della Infante La Marca in cui ad ogni opera è affiancata la poesia ispiratrice e una “didascalia motivazionale” a cura dei due artisti.
Il Catalogo si avvale delle prefazioni di egregie figure professionali quali il saggista e critico d’arte e letteratura Mauro Montacchiesi, fondatore e presidente dell’International Academy of Rome; Francesca Misasi, già Dirigente scolastico, poeta e critico d’arte e letteratura; Nestore Del Boccio, affermato artista, fumettista, disegnatore, pittore, illustratore, regista; il maestro Amos Vianelli e l’artista Alfredo Verdi Demma.
Fin da una prima lettura – afferma Rosanna Romano – ho sentito una forte simbiosi con i versi che continuavano a risuonare in me come emozioni, corpi, presenze che premevano per essere definiti ed essere portati alla luce. L’orologio segnava “un quarto alle 3:00”, guardai la posizione delle lancette. Tutto è cominciato quando le lancette invece di indicarmi il tempo mi hanno aperto le braccia e da allora ho compreso, mi sono “svegliata”. Le lancette, come due braccia aperte sembravano dirmi ‘cerca la tua direzione’, dalle origini dei perché dei gesti perduti.
L’estro creativo di R. Romano sarà così incentrato per la durata di oltre un anno nella realizzazione dei dipinti che hanno estasiato i visitatori.
L’artista è riuscita a cogliere e sublimare il senso ontologico e spirituale che aleggia nelle penetranti metafore della poetessa, rivestendole di luce, dell’essenza di un colore come il blu, che, interpretato da sapienti tocchi di chiaroscuro, richiama la penetrante sinfonia del silenzio notturno, di quelle vibrazioni cromatiche intense che si fondono con l’infinito e la spiritualità.
(Francesca Misasi)
L’impegno passionale di Rosanna diventerà stimolo anche per Giorgio che, sulla stessa scia motivazionale, comincerà anche lui a realizzare opere ispirate dalle poesie di Maria Teresa Infante La Marca.
Nelle geometrie figurative di Giorgio Calza, sulla scia di un Paul Klee, vi è un divenire storico e del contemporaneo il cui sintetismo formale si compendia in un colorismo basico atto a simboleggiare uno spiritualismo la cui purezza sottesa evidenzia il desiderio inconscio di un primigenio identitario. (Nestore Del Boccio)
In onore di Maria Teresa Infante La Marca, cui questo progetto è dedicato, emerge un messaggio potente: l’arte non è evasione, ma atto di pace e resistenza.
Le sue parole, intrecciate alle tele, ricordano che la notte è rifugio per i sogni negati, per le lotte silenziose, per una solidarietà che travalica confini.
RoRo ci ha offerto emozioni crude, travolgenti; B.S.G., visioni geometriche che celano temperature alte. Insieme, dimostrano che la pittura, come la poesia, è un esercizio di umanità: disumanizza per riavvicinare, razionalizza per emozionare, spegne luci per illuminare l’essenziale.
(Mauro Montacchiesi)
Una progettualità artistica che non vedrà Torino come unica tappa espositiva ma che ha nei suoi programmi un futuro percorso itinerante in cui arte e poesia diventano un valido supporto comunicativo e dialogante.

