SANNICANDRO DI BARI, 24 OTTOBRE 2026 – Una serata dedicata alla letteratura, alla cultura e all’incontro tra popoli, nel segno del pensiero di Seneca. Il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, nella Sala delle Scuderie, ha ospitato la cerimonia conclusiva della decima edizione del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “L.A. Seneca”, che ha riunito poeti, scrittori, artisti, studiosi, rappresentanti istituzionali e personalità del panorama culturale internazionale.
Un’edizione speciale, che ha celebrato i dieci anni di un progetto nato per valorizzare la letteratura non soltanto come espressione creativa, ma anche come strumento di crescita, integrazione, conoscenza reciproca e pace tra i popoli.
La manifestazione è stata promossa e organizzata dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche, con la direzione artistica di Maria Teresa Infante La Marca, candidata al Premio Nobel per la Pace 2026, la partecipazione di Laura Pavia come co-conduttrice e del giornalista Duilio Paiano. Le opere sono state esaminate in forma anonima da una qualificata Commissione di valutazione, a garanzia di rigore e imparzialità.
Il Premio è stato ideato e fondato da Massimo Massa, Presidente del Premio e Pro-Rettore dell’Accademia. Massa, insieme a Maria Teresa Infante La Marca, Laura Pavia e Duilio Paiano, è anche tra i sette cofondatori dell’istituzione, impegnata nella promozione della letteratura, dell’arte, della filosofia e della solidarietà sociale.
Il prestigio dei riconoscimenti istituzionali
Nel corso dei suoi dieci anni, il Premio Seneca ha ottenuto il sostegno e il riconoscimento di importanti istituzioni nazionali e internazionali, tra cui il Parlamento Europeo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, il Ministero della Cultura, il Ministero della Difesa, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e la Pontificia Università Antonianum di Roma.
Tra le attestazioni ricevute figurano la Medaglia di Rappresentanza della Camera dei Deputati, conferita nel 2023, e la Medaglia del Senato della Repubblica, ricevuta nel 2025. Riconoscimenti che testimoniano il percorso di un’iniziativa capace di coniugare qualità letteraria, impegno civile e dialogo internazionale.
Una manifestazione che unisce nazioni e culture
La dimensione internazionale è stata uno degli aspetti più significativi della decima edizione. Autori e rappresentanti del mondo culturale sono arrivati da Albania, Bosnia ed Erzegovina, Norvegia, Serbia, Kosovo, Romania, Grecia, Danimarca, Macedonia del Nord, Cile, Ucraina, Spagna, Turchia, Kirghizistan, Cipro, India, Uruguay, Perù, Venezuela, Stati Uniti, Egitto e Italia.
Una partecipazione che conferma la vocazione del Premio a superare le barriere linguistiche e culturali, facendo della letteratura e della conoscenza strumenti di incontro e dialogo.
Dieci anni nel segno del pensiero di Seneca
La scelta di Seneca come figura ispiratrice richiama una concezione della conoscenza intesa non come patrimonio individuale, ma come bene da condividere e mettere al servizio della collettività.
Su questi principi il Premio ha costruito il proprio percorso, fondato sull’inclusione, sul rispetto della dignità umana e sull’accessibilità della cultura. Particolare attenzione è riservata alle giovani generazioni, con la partecipazione gratuita degli studenti universitari e delle scuole superiori in specifiche sezioni, così come per la poesia internazionale.
Il concorso comprende diverse categorie: poesia, narrativa, saggistica, racconti brevi e produzione giornalistica, valorizzando la pluralità delle forme espressive.
I riconoscimenti internazionali
Accanto alla premiazione delle opere letterarie, la cerimonia ha valorizzato personalità distintesi nei campi della letteratura, della ricerca scientifica, della filosofia, dell’arte, della giustizia, dell’istruzione e dell’impegno umanitario.
Il Premio Seneca alla Carriera per la Letteratura è stato conferito al prof. Constantin Barbu (Romania), vice Direttore dell’Istituto di Storia e Studi Cantemiriani dell’Università Cristiana Dimitrie Cantemir di Bucarest, per il suo percorso intellettuale e il contributo alla cultura.
A Sua Eminenza Teodosie Petrescu, Arcivescovo di Tomis in Romania, è stato conferito il titolo di Pater Spiritualis Academiae, per il magistero spirituale e pastorale e la testimonianza dei valori della fede, della dignità umana e della fraternità.
Particolare attenzione è stata dedicata alla Repubblica di Haiti. Il prof. Evens Emmanuel, Vice-Rettore per la Ricerca e l’Innovazione dell’Université Quisqueya e Presidente della Commissione Nazionale per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione, ha ricevuto il titolo di Scientiae et Civilitatis Magister, per il contributo alla ricerca e alla formazione universitaria.
A Eve Jean Baptiste Brown, Ministro della Giustizia della Repubblica di Haiti, è stato conferito il titolo di Humanitatis et Iustitiae Magister, per l’impegno istituzionale e la promozione dei valori della legalità e della dignità umana.
Il titolo di Humanitatis et Dialogi Interculturalis Magister è stato assegnato a Cheikh Tidiane Gaye, poeta e intellettuale di origine senegalese, Presidente dell’Accademia Internazionale “Léopold Sédar Senghor”, candidato al Nobel per la Pace nel 2025 e per la Letteratura nel 2026, per il suo impegno nella diffusione della cultura e nel dialogo interculturale.
La Laudis Charta ob obfirmata Opera et Studio è stata conferita a due personalità del mondo accademico internazionale: Marie Guerda Nicolas, psicologa clinica e docente alla University of Miami, nonché Segretaria Generale della Caribbean Alliance of National Psychological Associations, e Hussein Mahmoud, docente di Lingua e Letteratura italiana e Preside della School of Linguistics and Translation della Badr University in Cairo. Entrambi si sono distinti per il contributo alla ricerca, alla formazione e alla cooperazione culturale internazionale.
Il Premio Auriga alla Guardia di Finanza e il riconoscimento alle Missionarie della Carità
Tra i momenti di maggiore rilievo sociale della cerimonia, il conferimento alla Guardia di Finanza del Premio Auriga per l’Impegno Sociale, quale riconoscimento dell’attività svolta a tutela della legalità, della solidarietà e del bene comune.
Alle Missionarie della Carità di Roma è stato invece assegnato il Premio De Brevitate Vitae per l’Impegno Sociale, per la testimonianza quotidiana di solidarietà e servizio ai più poveri e bisognosi, attraverso l’accoglienza, la cura e la difesa della dignità di ogni persona.
Due riconoscimenti diversi, accomunati dal valore del servizio alla comunità.
La rete internazionale: nominate tre nuove Ambasciatrici
L’Accademia ha inoltre nominato tre nuove Ambasciatrici all’estero del Premio Seneca: Suzana Ljepava per la Bosnia ed Erzegovina, Tamali Neogi per l’India e Norma Marina Solis Zavala per il Perù.
Le nomine puntano a rafforzare la rete internazionale del Premio e a favorire nuovi scambi letterari, culturali e istituzionali.
Il contributo della cultura albanese, kosovara e turca
Significativa la partecipazione di esponenti della cultura albanese e kosovara, a conferma dei rapporti di collaborazione sviluppati negli anni dall’Accademia con l’area balcanica.
Tra le personalità presenti Prend Buzhala, insignito del Sigillo Accademico per la Letteratura, e Mehdi Krasniqi, già ambasciatore del Premio Seneca.
Rilevante anche la presenza della delegazione turca, con il Maestro Süleyman Sarı, insignito del Premio Metamorfosi Creativa per la sua originale ricerca artistica. Attraverso minuscoli ciottoli naturali, utilizzati senza modificarne forme e colori, l’artista realizza opere di grande realismo. Per il decennale ha inoltre realizzato un ritratto di Seneca, omaggio all’Accademia e ai suoi valori.
La Fiaccolata della Pace
Tra i momenti più suggestivi della manifestazione, la Fiaccolata della Pace, interpretata dalle giovani allieve della Queen Dance Academy, guidate dalle insegnanti Giusy Salomone ed Elena Vernì.
La luce delle fiaccole ha rappresentato simbolicamente conoscenza, speranza e fraternità, affidando alle nuove generazioni un messaggio di pace e responsabilità verso il futuro.
Dieci anni di cultura, uno sguardo al futuro
La celebrazione del decennale è stata anche l’occasione per guardare alle prospettive future del Premio. In dieci anni, l’iniziativa ha ampliato la propria dimensione internazionale, coinvolgendo autori, studiosi e personalità di numerosi Paesi e consolidando una rete culturale fondata sulla condivisione dei saperi.
Il Presidente Massimo Massa ha ribadito il significato di questo percorso: la cultura non deve limitarsi a celebrare il sapere, ma deve costruire relazioni, avvicinare i popoli e contribuire a una società più consapevole, giusta e solidale.
La decima edizione non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase, con l’impegno a continuare a costruire ponti attraverso la parola, la conoscenza e il dialogo tra le culture.

