La vincente ARMA di FENISIA

di Maria Grazia Di Mario

L’ARMA“. Dalla bambina alla donna quando il nemico è se stesso la lotta è impari e perenne; ma chi non si ritrova in questa asserzione? L’ultimo romanzo di Maria Teresa Infante La Marca (Oceano Edizioni), tratta un tema di evidente attualità perchè la trama esplode dal suo nucleo centrale, da un evento traumatico, la separazione dei genitori in età infantile violentemente incrina il corso del tempo obbligando la protagonista a rinascere una seconda volta, creando vuoti e ridefinizioni nel corso della intera esistenza, spaesamento alimentato da “indifferenza parentale” e da una estenuante lotta contro se stessi. Il romanzo sarà presentato il 15 giugno, alle ore 18:30, presso la Palazzina Liberty della Città di San Severo con organizzazione di Arci Donna (Circolo Elsa Morante) e vedrà la partecipazione di Patrizia Procopio (psicologa), Arcangela De Vivo (pediatra moderatrice), della professoressa Annamaria Romano, leggerà brani del testo Antonella Tenace.

“Ho preferito lo stile del romanzo perché non amo le autobiografie, troppo personalistiche, dunque, anche con momenti di ironia, intreccio la fantasia con il mio sofferto vissuto infantile – spiega l’autrice -; tanti fatti e vissuti interiori sono veri, il libro è pieno di flashback. Una narrazione che premeva per venire alla luce e ri- schiarare le zone in cui le ombre trovano casa… in subaffitto. Non so dove inizio o dove finisco io nell’intreccio esplicativo tra realtà e fantasia, in cui la fantasia ha i connotati della verità e la verità permea la narrazione, il tutto è contaminato dalla creatività dei contenuti ricchi di un universo e vissuto interiore”.

La separazione, accompagnata da immaturità parentali, può provocare vuoti, carenze, incapacità di affidarti e l’intera vita della protagonista sarà condizionata da questo vissuto, vissuto che non concede altre possibilità, se non una maturazione faticosa che deve conquistare con le sue sole forze.

“A volte si riesce, a volte no. Quando i genitori si lasciano i bambini non comprendono il motivo, da una situazione idilliaca piombano nella frammentazione affettiva, di solito sono trascinati da una famiglia all’altra e troppo spesso usati come armi di ricatto. Ogni volta che vengono prelevati subiscono un trauma; accade che ti sei abituato ad un ambiente e sei sereno ma che all’improvviso devi ripartire e riadattarti ad altre persone e dimore”, prosegue la Infante che chiaramente è stata segnata da quel tragico vissuto ma che non condanna i suoi genitori, non esiste condanna in questo romanzo ma ricerca e riadattamento che trova un suo punto di equilibrio e crescita nell’amore, pur se conflittuale e sofferto perché più volte abbandonato dalla stessa protagonista (per paura di venire abbandonata) , un amore particolare, assoluto, salvifico.

Un tema attuale, le separazioni oggi sono sempre più frequenti ma il racconto di questo evento, ambientato negli Anni Sessanta, appare ancora più problematico.

La Infante scrive nella prefazione:” La genitorialità affrontata con leggerezza, la successiva separa-
zione della coppia, generano inevitabili ripercussioni sui figli, soprattutto se in età minore. Dinamiche che incidono a vari livelli sullo sviluppo psico-emotivo dei bambini, sui tratti caratteriali, sulla sicurezza e l’attaccamento affettivo, sull’autostima e sulle
future modalità relazionali, familiari e sentimentali. Fenisia aveva poco più di due anni quando il mondo le si è rovesciato addosso, ribaltando le prospettive e le sicurezze quotidiane. Riuscirà in futuro a raccontarsi con lucidità, ormai consapevole
che ogni atto compiuto sia divenuto il già andato. Affronterà l’impeto di un sentimento imponente, accentratore, qual è l’amore, in costante difficoltà con la gestione dei suoi conflitti emotivi. Ma sarà proprio l’amore a scomporla, dilaniarla per poi salvarla, in un vis-à-vis intimo e tormentato, fino a condurla al ricongiungimento con la sua vera identità. Ad essere raccontati la fatica di crescere e il ruolo dell’amore, la consapevolezza immediata di un sentimento appagante e devastante allo stesso tempo, diede origine all’io di cui non avevo conoscenza”.

Sarà la donna adulta a chiudere le ultime pagine del libro, completando il puzzle della sua ricerca esistenziale, con un finale davvero a sorpresa.

Un personaggio, quello di Fenisia, complesso e che esprime due personalità diverse nel corso del racconto, personalità che si esprimono nei due nomi di Fenisia e Serenella, un alter ego positivo che le permette una via d’uscita e di salvezza. Fenisia riesce a spezzare (con Serenella) quel gioco al massacro di cui ella stessa è protagonista, così come afferma l’autore della postfazione, il filosofo e saggista Enrico Maria Cipollini.

Significativa la frase, ad apertura del libro, del regista Ferzan Ozpetek

” Se cresci senza che nessuno ti dica che sei bello o che sei bravo,
senza una parola di conforto che ti rassicuri
dandoti il tuo posto al sole nel mondo,
niente sarà mai abbastanza per ripagarti di quel silenzio.
Dentro resterai sempre un bambino affamato di gentilezza,
che si sente brutto, incapace e manchevole,
qualsiasi cosa accada.
E non importa se, nel frattempo,
sei diventato la più bella delle creature”.

Maria Teresa Infante La Marca
Poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria, attivismo, editoria

  • Candidature: Nomination Zayed Award for Human
    Fraternity, Emirati Arabi, 2025.
  • Cofondatrice Accademia delle Arti e delle Scienze
    filosofiche; Direttrice del Dipartimento Solidarietà e
    Promozioni Sociali
  • Cofondatrice, vice presidente Associazione culturale
    L’Oceano nell’Anima
  • Cofondatrice, presidente onorario di WikiPoesia
  • Fondatrice e presidente del Premio nazionale di Poesia,
    Narrativa e Arti visive Ciò che Caino non sa (violenza
    di genere e minori)
  • Direttivo di Foundation for World Peace – Peace,
    Freedom and Human Rights
  • Responsabile settore editoriale Oceano Edizioni
  • Caporedattore della testata indipendente di informazione
    e cultura OceanoNews e dell’omonimo blog giornalistico
  • Collaboratrice di blog giornalistici e Riviste letterarie.
    Accademico ad Honorem:
  • Accademia Internazionale L.S. Senghor, Arcore (MI)
  • Tomitana Academy, Costanza, Romania
  • Dimitrie Cantemir, Bucarest, Romania
  • Academy of Farsala, Atene, Grecia
  • Universum Academy Switzerland – International
    University of Peace, Lugano, Svizzera.

Ha ricevuto Premi alla Carriera, alla Cultura e Alti Riconoscimenti per la poesia e la letteratura, anche all’estero, conquistato podi vari per la poesia, la narrativa, la saggistica e il giornalismo. Le sono state dedicate due monografie:

  • Tributo all’artista Maria Teresa Infante, Oceano
    Edizioni, a cura di Mauro Paolo Pietro Montacchiesi.
  • Dimensione poetica, a cura di Constantine Barbu,
    pubblicata e distribuita in Romania.
    È tra le diciannove poetesse prese in esame in Pianeta Donna –

Poetesse italiane del 2000, ed. Kimerik a cura di Domenico Pisana.

  • L’arma, Oceano Edizioni, è la sua 26esima pubblicazione.

Author: redazione