“Un Autunno di Fuoco”: fino al 25 novembre al Teatro Ghione di Roma

Autunno di Fuoco. Parlare con leggerezza della morte per inneggiare al senso profondo della vita.

di Angelica Bianco

 

Parlare di morte o di vecchiaia, in un era moderna e tecnologica come la nostra, sembra quasi un tabù, eppure di questo si riflette nella commedia dolce e graffiante di Eric Coble “Un autunno di fuoco”.  Alexandra è una signora anziana, un po’ eccentrica, alla resa dei conti con la sua famiglia, per stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. E’ letteralmente barricata nella sua bella casa newyorkese, dove tra libri, quadri e ricordi, campeggia un enorme albero dalle tinte autunnali.  Per difendersi dal mondo esterno, che sente ostile e da cui si sente incompresa e tradita ha disseminato le stanze di rudimentali ordigni fatti in casa. Minaccia di far saltare tutto in aria. Chris è il più giovane dei suoi tre figli, il più ribelle, quello che ha avuto con lei il rapporto più conflittuale, tanto da allontanarsi dalla famiglia per molti anni. Ma è anche quello che più le somiglia, girovago, anticonformista e per questo l’unico, tra i fratelli, in grado di convincerla a lasciare la sua casa.  In un crescendo di incontro-scontro generazionale che porterà entrambi ad una nuova ed emozionante consapevolezza: alla fine, la vecchiaia si rivela come una condizione relativa, di perdita ma anche di conquista, i due protagonisti, come in un viaggio catartico, ritroveranno il loro filo affettivo profondo, troppo a lungo trascurato. Attraverso una scrittura introspettiva, a tratti drammatica, si rivela la vera natura dei due protagonisti. Alexandra non è poi la vecchietta minuta e indifesa che sembra, la consapevolezza della morte, le amplifica la passione e l’energia sovversiva per il tempo che le resta da vivere. Chris, la pecora nera della famiglia, non è poi quel ragazzone cresciuto che si arrabbatta in mille lavori per sopravvivere, ma mostra più maturità e saggezza della vecchia madre. Milena Vukotic è l’interprete, ideale in grado di restituire tutte le sfumature e la complessità di Alexandra, spirito libero, sguardo cinico e dissacrante, madre amorevole e donna senza radici. Maximilian Nisi, attore poliedrico e sensibile, è l’ideale controparte per una madre impegnativa e complessa come lei.

Fino al 25 novembre al Teatro Ghione di  Roma, regia di Marcello Cotugno .

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