Addio Dario Fo, giullare del popolo

dariofoDario Fo, premio Nobel per la Letteratura, è morto a 90 anni a Milano. Era stato ricoverato all’ospedale Sacco di Milano “10 giorni fa in stato di insufficienza respiratoria legato a una patologia polmonare presente da anni. Una malattia silente e progressiva” ha detto Delfino Luigi Legnani, il direttore del reparto di pneumologia dell’ospedale Sacco di Milano, incontrando i giornalisti. “I suoi collaboratori mi hanno detto che qualche giorno prima” dell’aggravarsi delle sue condizioni, “aveva cantato per ore. Una cosa incomprensibile” vista la situazione.

Fo ha lavorato e dipinto fino all’ultimo: pochi giorni fa aveva fatto nella sua casa milanese una conferenza stampa per il suo nuovo libro “Darwin”. Aveva da poco finito di scrivere anche il suo ultimo libro: “Quasi per caso una donna. Cristina di Svezia” che aveva consegnato a Guanda per cui uscirà entro la fine del 2016.

La camera ardente sarà allestita al Piccolo Teatro, che sarà aperta probabilmente dalle 15 di domani e “sabato pomeriggio verrà organizzata una grande manifestazione pubblica” per ricordarlo che potrebbe tenersi in piazza Duomo a Milano.

 

 

Premio Nobel – Aveva vinto il Nobel nel 1997. “Nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati”, spiegò l’Accademia di Svezia che proprio oggi assegnerà il Nobel per la Letteratura 2016. Tre anni fa era mancata la moglie Franca Rame, con la quale aveva condiviso carriera artistica e passioni politiche. E’ la storia di una “regina impossibile”, colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa.

Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese”, ha dichiarato il presidente del consiglio Matteo Renzi. “La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo”.

Gli inizi – E’ cominciata con lo scandalo la sua lunga e fortunata carriera. E’ cominciata scegliendo di non limitarsi a far ridere e basta, ma decidendo di usare la comicità come tormentone contro il potere e i prevaricatori. Nasce il 24 marzo del 1926 in un piccolo paese in provincia di Varese. Il padre è un ferroviere, la madre una contadina. Giovanissimo, si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e presto comincia a lavorare per la televisione come autore e attore di testi satirici. In questo periodo conosce l’attrice Franca Rame, che sposa nel 1954 e con cui fonda la compagnia Dario Fo-Franca Rame. Sono gli anni delle commedie con titoli di anarchici volati dalla finestra e fabbriche occupate, ma anche gli anni delle reiterate censure culminate con il bando dagli schermi televisivi.

 

 

Il giullare del popolo – Inizia qui l’avventura del teatro autogestito. Siamo nel 1968, nel pieno della contestazione studentesca, della guerra in vietnam, della rivoluzione culturale cinese: Dario Fo abbandona i palchi e le platee borghesi per recitare nelle piazze, nelle fabbriche, nelle case del popolo. Con “Nuova Scena” prima e “La Comune” poi, da buffone del re si trasforma in giullare del popolo. Porta in scena Mistero Buffo, opera giudicata oscena e blasfema dal vaticano, ed è di nuovo scandalo. Con alle spalle una cinquantina di farse e commedie, un’ottantina di regie teatrali e liriche, numerosi quadri, caroselli, disegni, testi e canzoni, Dario Fo è stato un artista a tutto tondo. notizia tratta da SkyTG24

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