A Roma apertura della residenza di Alberto Sordi

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Per il centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica residenza dell’attore nella Capitale aprira’ i battenti per una grande mostra. L’esposizione, prevista da marzo a giugno, cerchera’ di raccontare il poliedrico artista, icona della romanita’, in tutte le sue sfaccettature, umane e professionali. Il percorso multimediale si sviluppera’ in vari locali della villa che sorge ai piedi della Terme di Caracalla e approdera’ anche in un padiglione esterno all’edificio adibito a sala cinematografica ad ingresso gratuito per la proiezione dei suoi film. L’iniziativa, proposta dalla Fondazione Museo Alberto Sordi, e’ stata fortemente voluta dalla sindaca Virginia Raggi che l’ha promossa definendola una “indiscutibile opportunita’ culturale per la citta’ di Roma”.

Il mandato di Raggi agli uffici capitolini per predisporre tutti i provvedimenti necessari alla realizzazione della manifestazione e’ gia’ partito lo scorso mese con una memoria di giunta. Obiettivo dell’esposizione sara’ illustrare sia le attivita’ artistiche di Alberto Sordi (“restituendone un ritratto di uomo e di artista”), sia “le poliedriche capacita’ professionali dell’attore romano che in oltre 60 anni di carriera e’ stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista e regista. Dalla mostra – la promessa – emergeranno anche aspetti del suo carattere, il suo modo di essere nella vita pubblica e privata, con testimonianze, oggetti, supporti audiovisivi”.

Questa non e’ affatto la prima volta che l’amministrazione capitolina omaggia il suo attore forse piu’ caro. Senza dubbio colui che ha saputo meglio rappresentare tutte le debolezze dell’italiano medio con tanta ironia e senza alcuna indulgenza. Colui che ha dato voce e volto a personaggi indimenticati come “Il Marchese del Grillo, “il Vigile” Otello Cecchetti, “Un americano a Roma”, ma anche come l’ex partigiano Silvio Magnozzi (“Una vita difficile”) e Oreste Jacovacci (“La Grande Guerra”). Oltre vent’anni fa, in occasione del suo ottantesimo compleanno, Sordi divento’ per una giornata sindaco di Roma (il sindaco vero, in quel periodo, era Francesco Rutelli che gli cedette la fascia tricolore) e partecipo’ a tante iniziative che lo videro protagonista nei luoghi e nei contesti piu’ simbolici della Citta’ Eterna.

Un “sentimento di sincero affetto” da parte della popolazione romana – ricorda la memoria della sindaca Raggi – venne a galla anche “in occasione della morte dell’artista avvenuta la sera del 24 febbraio del 2003 quando migliaia e migliaia di romane e romani, lungo una fila interminabile mai vista in precedenti analoghe occasioni, attese ore ed ore per poter accedere alla camera ardente allestita in Campidoglio” e poi “oltre 250 mila persone parteciparono alla cerimonia funebre che si svolse nella Basilica di San Giovanni in Laterano”.

Insomma, ancora oggi, per il Campidoglio, e’ “indissolubile” il legame della citta’ con il suo ‘Albertone’ nazionale, la cui mostra rappresenta “un’imperdibile occasione, non solo per far rivivere i momenti piu’ importanti della vita del grande attore lungo un arco temporale di oltre 60 anni, ma anche per offrire un’opportunita’ ai piu’ giovani, a coloro che non hanno avuto la possibilita’ di apprezzarne pienamente il valore artistico e l’aspetto piu’ profondo della sua romanita’”.(ANSA).  inviato da Toto Torri

 

 

 

 

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