60 anni di esaltante carriera per Gianni Morandi

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di Toto Torri

Suo padre  aveva una bottega di ciabattino,  a Monghidoro, un paesotto nell’entroterra dell’Appennino emiliano, lavorava  sodo.  A Monghidoro buona parte degli abitanti era contadina , vangava la terra, con fatica,sudore e pochi spiccioli in cambio.Un paio di scarpe,  scarponi, dovevano durare una vita , se si sfondavano  si facevano le  mezze suole, non intere,  per risparmiare e i tacchi  altrettanto  per decine di volte e papà Morandi  non perdeva un attimo a cucire e risuolare, battere il cuoio. Gianni  piccolo era lì ad apprendere il mestiere, quello che il padre desiderava per lui. Ma Gianni  nasce con il talento del cantare, il successo  è un mestiere, lo ottieni studiando,  ascoltando,  pazienza e tanta volontà. In Gianni  era la musica, la fisarmonica, la chitarra , strumenti acquistati con i primi soldini guadagnati. Soldi ai quali  Gianni  ha sempre dato il giusto valore.  Una educazione data da suo padre e sua madre al meglio e con semplicità .

La sua è stata una carriera esaltante,  all’insegna  dello studio e correttezza. Ebbe un  periodo  non breve di buio, ma non si arrese e studiò di più. Si  diplomò al  Conservatorio. Ma se hai talento, forza e carattere  ritorni a galla e per Gianni, cosi’ è stato.

Ripercorrere la sua   carriera  fantastica  sarebbe una storia  senza fine, dalla sua ha avuto  anche la fortuna della simpatia , dell’ umiltà  e generosità .Dischi,

album, concerti, Cantagiri,televisione, Canzonissime, Festival di Saremo, i famosi film musicali, brani interpretati di grandi autori, cominciando da quel bravissimo  maestro Bruno Zambrini di “In ginocchio da te”. La  sua cordialità  e onestà di rapporti amicali e professionali con il massimo dei  cantautori  e il rispetto per i meno noti e i giovani al primo impatto. Trionfatore anche a Sanremo quando organizzò il Festival per 150 anni dell’Unita’ d’Italia. Fu apoteosi quando, Roberto Benigni , entrò  in groppa ad un cavallo bianco, con il tricolore in mano e imparti’ una lectio magistralis ai signori onorevoli in prima fila e ai governanti di  quei tempi e  si rivolse a quel Bossi leghista, che dell’ Inno di Mameli non aveva capito niente, travisandolo. Ebbene  ero li’ e  mentre  il grande spettacolo prendeva il palcoscenico intero, Gianni Morandi, era basito con il volto illuminato da tanta coraggiosa arte, sorrideva con gli occhi lucidi. Gianni è questo e con la sua onestà ha mietuto successo  non solo  nella  musica, ma anche da attore. Questo eterno giovanotto è amato  dalle donne di ogni eta’,dagli uomini  di cultura all’operaio, questa è la sua forza .

Da tre anni fa il pieno di critica e di pubblico con il suo personaggio ne “L’Isola di Pietro”, con quelle sue manone è arrivato  al di là delle nuvole. A Carloforte, dove la fiction , è stata girata è il re.  Non  vi racconto del medico pediatra Pietro Sereni, lo conosciamo tutti.  Ma questi tre anni di grande successo all’Isoladi Pietro, non hanno fatto dimenticare a Gianni, la sua musica, il primo  amore e nella sua Bologna, infatti  si esibirà per 16 concerti  speciali, con lui un pianoforte e due musicisti.

In una recente intervista a “Sorrisi” disse :”Sogno la fine di tutte le guerre,una  Terra pulita e   niente  cellulari a tavola”.

t.t.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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