120 anni con disinvoltura, il Grand Hotel di Rimini e l’Amarcord di Federico

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di Toto Torri

120 anni, giganteggia il Grand Hotel, di  Rimini, realtà nella favola, monumento nazionale è il testimonial di una città, che fa di Rimini una delle spiagge più glamour dell’  Europa ,viene  ammirata dagli americani e il   New York  Times e il Times, due  pubblicazioni fra le  più autorevoli a livello mondiale,  collocano ogni anno Rimini al 28mo posto fra le  località da non perdere.

Nel  corso della stagione estiva, una volta, da fine maggio ai primi di ottobre, la spiaggia vista dal mare, è una fantasmagorica scenografia,formata da ombrelloni di tutti i colori, infilati in  chilometri di sabbia  bianca ed una umanità internazionale bruciata dal  sole,che non si stanca di girare, ascoltare musica, ballare e gioire del bene del creato. Ci sono famiglie italiane e straniere che fanno tranquillamente un altro ritmo di vita e affollano maggiormente, paninoteche, ristorantini spaghetti cozze e vongole, birre, vini nostrani,  angurie sempre ghiacciate e gelati  artigianali  italiani di frutta .

1200 alberghi, altrettanti pensioni, residence , grandi e medi alberghi , per tutte le tasche,  pub, discoteche,la musica è  la colonna sonora giornaliera ed è proprio qui che nacque il famoso Bandiera Gialla.

Dove vai trovi quello che vuoi, dalle tagliatelline, al drink che desideri. È qui che da sempre sanno come gestire e soddisfare Il turismo, una industria commerciale sempre concorrenziale, un apparato imprenditoriale a varie dimensioni, che ha fatto di Rimini, una delle più famose industrie europee. Accanto all’universo turistico, balneare,i romagnoli gente tosta, intelligente  offrono una città  con una storia millenaria, dall’antico Ponte di Tiberio,alla Domus del  Chirurgo di Piazza Ferrari.

Se  il Grand Hotel è il suo testimonial,Federico  Fellini è il suo cantore più eccelso.Una speciale classifica culturale lo pone al primo posto, come il più rappresentativo del fine Novecento.Con i suoi 24 capolavori  e 5 Premi  Oscar,è stato un caposcuola , mai imitato e stimato da cineasti come Spilberg,a Cinecittà di Roma lo Studio nr 5 il più grande ,porta il suo no. Ha vinto tutto, i premi più prestigiosi , a Venezia, Cannes,Berlino , nastri  David di Donatello e Nastri d’Argento.Quando Federico arrivava ad Hollywood, le sue conferenze erano invase dai cineasti,registi, attori, più famosi. Amato dalle donne, Sandra Milo per circa 20 anni è stata con il  regista,la  sua passione per  Federico, viene ricordata in suo  libro di successo ed ancora ne parla con ammirazione. Anouk Aiee, è una delle attrici portate al successo, Nagaly Noel, la Gradisca, la svedese Anita Ecberg,il suo  sensuale bagno a Fontana di  Trevi,una fotografia con Marcello Mastroianni ha fatto il giro del mondo, con Alberto Sordi  ne”Lo Sceicco bianco. “Storia e leggenda con il suo 8/2, Ginger e Fred,La Strada con Antony Quinn  e la sua  Giulietta che comunque sia è stata la sua vera musa.Un artista irripetibile che ha portato il nome dell’Italia sul tetto del mondo.Parlare e scrivere di lui si riempirebbe l’antologia del Cinema. Federico amava profondamente la sua città, il suo  Paese ,i romagnoli, il suo amico d’infanzia, Titta,aveva cultura immensa e un’ironia sottile, tutta felliniana, termine che fu creato  per lui dai critici stranieri. Venne massacrato dal Vaticano e dalla feroce, bacchettona Curia romana,  all’uscita della prima a Milano,

malgrado gran parte della stampa governativa  gli era contro, fu invece un trionfo, si faceva la fila per vedere le sue opere, che in seguito furono sempre  esaltate e attese con ansia.La sua gioventù,la trascorse  al cinema  Fulgor e il suo Grand  Hotel, tanto che  il suo film più autobiografico  Amarcord  e  con  L’Oscar nel medagliere., festeggiò i 35 anni dalla prima , proprio al   Grand Hotel nella ricorrenza del Centenario di quel famoso albergo.

A chi gli chiedeva cosa era per lui il Grand  Hotel?

Rispondeva un po’ seccato:

“Il Grand Hotel è come lo vedo io, con la mia fantasia di ragazzo,nelle notti d’Estate, poteva accadere tutto, amanti, gelosie, ingiurie,passioni, avventure e anche  delitti.L’emiro e il suo infinito seguito,nani,ballerine e pseudo veggenti, affabulatori, la splendida dea Kalì con il suo fascino e seduzione,le 31 concubine  turgide , con il  seno al vento e i sogni viaggianti….”

Del resto questo, fin da giovane  è stato ed era Federico.Un veggente, le sue storie cinematografiche hanno precorso i tempi e hanno descritto tutto ciò che è accaduto, il suo amico più caro, oltre lo scrittore e sceneggiatore Ennio Flaiano che al suo primo libro “Tempo di uccidere”, vinse il Premio Strega, era il più famoso veggente dell’epoca il torinese Gustavo Rol, con il quale il regista parlava  per ore  al telefono di notte .

E  Federico non sapeva che il Grand Hotel,con  il suo salone delle feste e il lampadario , il più grande del mondo , aveva chiamato la doppia  e famosa suite imperiale :” Federico Fellini.”

t.t.

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