L’occhio di Toto: “Lo Spietato”, una crime comedy nella Milano dal soldo facile

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“Lo Spietato”, una crime comedy nella Milano dal soldo facile, vista da un calabrese, piccolo rapinatore, che la osserva  dall’Hinterland della metropoli.

 

di Toto Torri

 

“Lo Spietato”, è lui, Riccardo Scamarcio, un prestigioso attore, arriva dal Sud, Trani , diventa famoso  a Roma, per la sua fisicità, fa sognare  donne di qualsiasi età, intelligente, personalità, professionalità, stima,  che si è costruito con scuole, studio, passione per il mestiere , scegliendo con accuratezza  i copioni che gli affidano. Famoso per aver lavorato  in più di 70 film , diretto da  i  più popolari registi, lavori televisivi, teatro importante, produttore ,da sempre fuori dal coro,  e una lunga storia d’amore con la bella e bravissima Valeria Golino.  Ora   interpreta un gangster particolare,  che vuole sfondare, diventare ricco , ma  soprattutto  pretende un riconoscimento sociale in una Milano anni ’80 nel pieno di un boom  che arriva dalla moda, dall’ arte d’avanguardia, dalla sua industria ,economia, una  ricchezza  sfrenata e dalla voglia di una  città che guarda da sempre al futuro, un centro d’ affari  internazionale che fanno  di Milano una metropoli, fra le più ricercate in Europa. Ebbene un piccolo rapinatore da carcere minorile, un calabrese vive nell’hinterland della città e  follemente decide di seguire le sue aspirazioni , la ricchezza, diventa  leader , capo clan , invidiato,rispettato dalla mala, costi quel che costi, si vive o si muore , un viaggio di un quarto di secolo,in una Milano del bere, dove vince chi più ha sete. Lui è il bandito Santo Russo, chic e spietato, uccide  a sangue freddo, è un delinquente che a suo modo pensa , ma pensa malamente.  E’ il protagonista di una crime story, con il classico andamento ascesa e discesa. “ Un gangster fuori dagli schemi – dice  il regista Riccardo De Maria  –  ( autore anche del soggetto e sceneggiatura, con Valentina Strada, Alessandro Tedeschi e Federico Gnesi) . L’idea, nasce da “Manager, calibro 9” di Luca Fazzi  e Piero  Molatrici, ho voluto fare un film colorato, non solo nelle immagini, ma anche nella costruzione dei personaggi,   tre colori,  giallo,  blu e  rosso, furbizia, potenza, violenza.Un  quarto di secolo nella mala milanese, con i più spudorati commerci,ricatti, droga, alcol, omicidi, spietatezza, combine, rapine , criminalità di ogni genere, nella corsa sfrenata verso la ricchezza, curato nei minimi particolari, anche nella scenografia e nella  ricostruzione della Milano di quegli anni”.

E’ una storia avvincente e nuova, una commedia criminale, dove Santo Russo non tralascia niente al caso, bellissime donne irraggiungibili, suite a 5 stelle e celle desolanti, una famiglia e un’amante  sofisticata  di alto livello e invidiata, tutto quello che Santo nell’hinterland sognava, oggi è realtà,  manager ricchissimo,  temuto,  è riuscito ad essere un capo clan ricco fra gente ricca , ma  consapevole di non essere come loro e dove Scamarcio lo esalta con la sua performance, una prova riuscitissima, con la sua  spietatezza,  riesce a costruire un gangster , capo clan e  nel contempo, con una certa seppur cafonesca,  classe.

Il film  è  di Bibi, Rai Cinema,prodotto da Angelo e Matilde Barbagallo, un cast ricco, con Scamarcio,Sara Serraiocco,Alessio Tedeschi,Marie  Angela Casta, Sara Cardinaletti,Angelo Libri,Adele Tirante,Michele De Virgilio . Aram Kian. Nelle sale 8, 9, 10 aprile come evento e dal 19  su Netflix,  la piu’ potente  piattaforma di servizio di intrattenimento del mondo, ha stipulato un contratto di stretta collaborazione con Sky Italia. La NETFLIX, ha un portafoglio di 139 milioni di abbonati paganti, sparsi in 200 paese del globo.Un mercato redditizio e tutto della NETFLIX,   collegata a SKY,   dove nessuno è in grado di concorrere , la loro potenza di mercato è irraggiungibile, perché troppo forti e non avrebbero timore di un eventuale concorrenza

t-t

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