Miranda Martino, un’autobiografia piena di passione

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di Daniela Delli Noci

E’ proprio vero, l’età non è una questione anagrafica. E’ sufficiente incontrare una persona come Miranda Martino per rendersi conto di come si possa rimanere giovani anche a ottantatré anni; cantante, attrice di teatro e di cinema, scrittrice e politica battagliera, la Martino continua tuttora ad essere la pasionaria della sincerità a tutti i costi, della trasgressione vera o presunta, del desiderio di avere un posto nella vita.

E’ quanto emerge dalla sua autobiografia, edita da Iacobelli e scritta – così si ha l’impressione – senza peli sulla lingua, curandosi poco dei giudizi altrui. Persino il titolo sembrerebbe essere ammiccante: “Caduta in un gorgo di torbide passioni”, ma si tratta solo di una frase pronunciata dalla madre in occasione dell’ennesima azione controcorrente della vulcanica figlia.

Nel libro ci sono aneddoti sui personaggi più rappresentativi del mondo della musica, del teatro, del cinema e della politica, da Macario, Dapporto e Totò a Squarzina, Garinei e Giovannini, da Palmiro Togliatti a Giancarlo Pajetta e Giorgio Amendola.

Gli strali della Martino non risparmiano nessuno: né il maestro Bruno Canfora, né il patron del Festival di Sanremo Ezio Radaelli, per fare qualche esempio. Sono tanti anche gli elogi, soprattutto professionali, come quelli a Ennio Morricone e a Mina, o quelli, anche personali, a Umberto Bindi.

Il testo può essere interessante anche per chi conosca Miranda Martino solo di sfuggita, a causa della giovane età o dello scarso apprezzamento del genere melodico. La lettura si rivela stimolante prima di tutto perché c’è uno spaccato della vita italiana dagli anni Trenta ad oggi e la descrizione, a volte intima, delle vicende di personaggi pubblici; in secondo luogo, perché la vita di una persona è sempre importante da approfondire e, inevitabilmente, tanto ricca e variegata da risultare più appassionante di un romanzo. Come sempre accade quando si parla di sentimenti universali, ciascuno può rispecchiarsi nell’uno o nell’altro personaggio, comprendere meglio gli accadimenti della vita, cercare di andare al di là degli stereotipi e dei preconcetti che spesso falsano la realtà e che inducono a giudicare le persone.

Troviamo, nell’autobiografia di questa donna interessante, una figlia ribelle e al tempo stesso sottomessa, un padre autoritario, una madre pianista e spesso complice e tre sorelle che si amano, ma sono gelose le une delle altre. E ancora, la ricerca continua di amore e di attenzione; le doti canore inusuali; la difficile scalata al successo. Il tutto attraversato dagli amori, dalle delusioni e dalle violenze subite; dalla voglia di riscatto; dalle passioni e dai disincanti; dalla gioia e dalla difficoltà di essere madre.

Come ha sottolineato lo sceneggiatore e autore teatrale Giancarlo Corsoni nella postfazione, Miranda Martino ha fatto “una confessione a cuore aperto, scritta senza nascondere momenti che altri avrebbero taciuto, sventagliando cadute e inciampi senza mai assolversi”. Senza dubbio, “ha regalato dischi straordinari e una ricerca musicale anche controcorrente come tutta la sua vita”.

Vita, appunto: ce n’è tanta, in questo libro, insieme all’energia e all’entusiasmo di una persona che ha sempre tanto da raccontare, al di là del suo rispettabile, acclamato e frastagliato percorso professionale.

“Chapeau”, verrebbe da dire.

 

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