Le Guerre Horrende, per non dimenticare

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di Daniela Delli Noci

Esistono molti modi di raccontare eventi drammatici. Luca Immesi e Giulia Brazzale, gli autori e registi de “Le Guerre Horrende”, il film in uscita il 16 aprile, hanno scelto di narrare i grandi combattimenti del secolo scorso e gli orrori che ne derivano, attraverso modalità e linguaggi di diverso tipo: teatro e cinema, commedia e dramma, fantasia e realtà, allo scopo di far riflettere e di lanciare un grido d’allarme e un monito a non dimenticare.

Scritto insieme a Livio Pacella,  che è anche uno degli interpreti, “Le Guerre Horrende” è il secondo lungometraggio dei due sceneggiatori e registi, che hanno tratto liberamente ispirazione dal testo teatrale del 1997 Le guerre orrende di Pino Costalunga. Gli altri interpreti di primo piano sono Désirée Giorgetti e Dario Leone.

I due conflitti mondiali del Novecento sono stati grandi e terribili e il titolo del film si riferisce a un’espressione di Machiavelli, che usava l’aggettivo “horrende” nella sua accezione più ampia – imponenti, enormi – per indicare la straordinarietà delle Grandi Guerre d’Italia.

Tre personaggi agiscono in un non luogo fantastico, il bosco; il primo è il Capitano, un “Ragazzo del ‘99”, partito a soli diciotto anni per la Grande Guerra e reduce anche dal secondo conflitto mondiale; il secondo è lo Scudiero, giovane un po’ strambo, abbigliato come un paggio e un aviatore burlone di inizio Ventesimo secolo; il terzo è il Soldato, un paracadutista che ha perso la memoria e che si trova a interagire con i due visionari affabulatori. Al pari di trovatori medievali,  il Capitano e lo Scudiero narrano le vicende di personaggi da favola, di eserciti di insetti che guerreggiano tra loro. Ai racconti delle gesta di mosche e formiche si alternano quelli di persone realmente vissute, che parlano in italiano e in vicentino e che rivivono i propri dolori con amara intensità. Adottando pose e linguaggi da guitti teatrali e da persone erudite – si recitano versi di poeti  come Folengo, Ruzante, Apollinaire, Govoni e Pessoa –  i protagonisti e le figure di contorno rievocano le storie di persone comuni, in particolare del partigiano, della morosa e del soldato fascista, portati dalla guerra a compiere azioni di cui si pentiranno per l’eternità.  L’idea fondante del film, sottolineano i registi, è che le guerre e la violenza siano solo il frutto del personale conflitto che giace irrisolto nel microcosmo che è in ognuno di noi.

Durante la Mostra del Cinema di Venezia 2016, il progetto, ancora inedito, ha ricevuto il Leone di vetro, premio indipendente che mira a valorizzare i professionisti veneti dell’audiovisivo.  Inoltre, anche se non proiettato in pubblico, Le Guerre Horrende è stato nominato per il miglior film e miglior film in lingua italiana al MIFF (Milan International Film Festival) Awards 2017. Infine, a giugno 2017 “Le Guerre Horrende” ha debuttato in anteprima mondiale allo Shangai International Film Festival.

 

 

 

 

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