Caro PUFF ti scrivo… ricordando Lando Fiorini

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Auguri al Puff. Lo storico locale romano di cabaret, situato nel cuore della zona di Trastevere, esattamente a Via Giggi Zanazzo, lo scorso15 febbraio ha festeggiato 50 anni di vita, mentre il 27 gennaio Lando Fiorini, fondatore e anima del mitico locale, avrebbe compiuto 80 anni. Un destino crudele ha voluto che Er Lando furioso (per citare il titolo di uno dei suoi tanti spettacoli), scomparso lo scorso 9 dicembre, non fosse presente a questo bel compleanno di mezzo secolo.  

Ettore Nuara

 

Auguri al Puff. Lo storico locale romano di cabaret, situato nel cuore della zona di Trastevere, esattamente a Via Giggi Zanazzo, lo scorso 15 febbraio ha festeggiato 50 anni di vita, mentre il 27 gennaio Lando Fiorini, nome d’arte di Leopoldo Fiorini, fondatore e anima del mitico locale, avrebbe compiuto 80 anni. Un destino crudele ha voluto che Er Lando furioso (per citare il titolo di uno dei suoi tanti spettacoli), scomparso lo scorso 9 dicembre, non fosse presente a questo bel compleanno di mezzo secolo.

Dopo molti anni sono tornato, con un pizzico di nostalgia e di commozione, al Puff. Quante emozioni, quanti ricordi! Mi aggiro per il vasto locale, che comprende lo spazio ristorante e quello del teatro e vedo appese al muro le locandine dei tanti spettacoli messi in scena da Lando Fiorini e da tanti attori, oggi affermati, che proprio qui hanno calcato per la prima volta un palcoscenico: ecco lì un Leo Gullotta d’annata, di là un giovane Enrico Montesano e un altrettanto giovane Lino Banfi, e ancora Maurizio Mattioli, Giusy Valeri, Emy Eco, Gianfranco D’Angelo, Fioretta Mari. Amici miei quanto tempo è passato, come sono cambiate le nostre vite e la nostra gioventù ormai è un ricordo lontano. Il Puff, un grande locale e tutt’oggi tale, sognato e voluto proprio da Lando Fiorini, che ora ci guarda da lassù e sicuramente sorriderà, è stato messo su da lui a costo di grandi sacrifici e di cambiali, tutte rigorosamente pagate alla scadenza. Tutto il locale parla ancora di lui, e ci mancherebbe che così non fosse. Il grande “cantattore” lo ha differenziato da qualsiasi altro cabaret, celebrando e osannando la romanità nella sua tradizione più genuina, narrando con ironia, sarcasmo e sberleffi, come un Pasquino moderno, la nostra vita quotidiana, il vivere del cosiddetto “romano”, infarcito di gioie, dolori, furbizie. Lando si è improvvisato attore, diventando con il passare degli anni sempre più bravo nella recitazione. Ma la sua passione è il canto, cantare i classici della canzone romana, riscoprendoli con cura certosina.

Conobbi Lando agli inizi della mia carriera giornalistica. Me lo presentò l’allora capo cronista dell’epoca de Il Messaggero, Francesco Saverio Procopio, in una delle tante feste di piazza dell’estate romana degli Anni ’50. Mi impressionò questo aspetto di bel ragazzo, dai bei lineamenti, simpatico, allegro, a volte spaccone sempre pronto alla battuta folgorante, aperto di animo e di cuore. Era una persona ammirevole, che sapeva sacrificarsi: prima cantava e poi andava alle 3 del mattino regolarmente ai Mercati Generali della frutta per guadagnare e aiutare la famiglia. Lando aveva tante belle qualità, ma fra tante quella di essere romano, “romano verace” e di non cedere mai ai compromessi. Anche se tante volte burbero, era sempre il primo a chiedere scusa se aveva offeso qualcuno.

Oh Lando quanto ci manchi, quanto ci mancano quei tuoi spettacoli così belli, così divertenti, infarciti di romanità verace, di battute al fulmicotone che solo certi romani, e tu ne eri il re, sapevano fare. Fortunatamente, a proseguire il cammino da te tracciato ci pensano i tuoi figli, Francesco e Carola, che hanno ben pensato di arricchire il tuo locale con nuovi comici, romani e non, per mantenere alto il nome del Puff. Ora possiamo ridere con la comicità di Marco Capretti, Alberto Laurenti, Antonio Giuliani, Pablo e Pedro, Luciano Lembo, Federico Perrotta, Valentina Persia. Ma voglio proprio parlare con uno dei due figli di Lando, Francesco, perché ho saputo che per il futuro ci sono delle belle iniziative. “Sì, caro Ettore, è proprio così – mi dice Francescodovrebbe nascere un Comitato Promotore per la Raccolta Fondi Lando Fiorini per la Romanità. Tutto ciò ci permetterà di dare vita ad una Fondazione, un polo della romanità a tutto tondo. La mattina vorremmo organizzare degli spettacoli per i ragazzi. E poi una scuola di cucina romana, appuntamenti sulla storia di Roma, seminari sull’archeologia romana, una web radio improntata sulla romanità, ma anche un caffè letterario, aperto dalle nove di mattina a mezzanotte, dove molti potranno sfogliare e leggere dei libri introvabili, non esistenti neanche nelle librerie. Delle vere rarità. Mio padre qui e a casa ne aveva tanti: li metteremo a disposizione di chi verrà al locale e vorrà documentarsi su personaggi famosi e non e tante altre curiosità”. Il mio interesse non è ancora appagato perché so che fino quasi alla fine di maggio, non sempre tutte le sere, c’è stato e ci sarà uno spettacolo per ricordare questi gloriosi anni del Puff, un vero cabaret, l’ultimo cabaret romano rimasto. La mia curiosità è ancora una volta appagata e a parlarmene è ancora Francesco, vero deus ex machina del locale. “Sì, Ettore, uno di quegli spettacoli che sicuramente sarebbe piaciuto a papà: s’intitola, 50 anni di Puff in Puff – Mezzo secolo di risate, con la classica formazione classica, due maschi e due soubrette e in più un interprete canoro per eseguire dei brani di mio padre, quelli forse più famosi. Abbiano scelto una cantante donna, la giovane bravissima Beba Albanesi, perché se avessimo scelto un uomo, sarebbero stati imbarazzanti i paragoni con la voce di papà. Poi, due storiche spalle di papà, Camillo Toscano e Tommaso Zevola, la soubrette Monica Cetti e la giovane attrice Marylin Gallo. Come scenette abbiamo scelto quelle tratte da vari spettacoli di mio padre, le più divertenti”.

Parlando con Francesco, che gli assomiglia tantissimo, rivedo in lui quel giovane Leopoldo-Lando, onesto, tutto dedito al lavoro. Pur essendo nato a Roma, un trasteverino doc – e si sa che i romani passano per un popolo di sfaticati, poco lavoratori, per niente ligi ai doveri – Lando era un vero “svizzero” per la puntualità e la professionalità.

Grazie Lando, grazie Puff per averci regalato dei momenti indimenticabili, fatti di divertimento, riflessione, commozione. Mi auguro che tutto ciò che abbiamo vissuto in questi 50 anni, continui a vivere nel futuro. Perché noi della vecchia generazione, ma anche i più giovani e sensibili, vogliamo continuare a divertirci, riflettere, ma anche, e perché no, commuoverci.

Ettore Nuara

 

foto tratta da you media fanpage 

 

 

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