Tommaso: film un po’ eccessivo dallo stile morettiano

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di Roberto Valentini

Tommaso è un attore quarantenne che convive con tutte le sue incertezze. Desidera ogni donna che vede passare accanto a lui, ma non ha il coraggio di affrontarla. Dice di amare Chiara , ma non è vero. E lei lo lascia. Si dispera,cerca conforto con gli psicologi, ma non si lascia andare più di tanto. E’ un grande egoista.. Vorrebbe una donna giusta per lui, ma tutte sembrano piene di difetti. E’ incapace di relazionarsi e quando riesce a trovare un’occasionale compagna tira fuori tutte le sue complicazioni. Ha naturalmente un rapporto complicato con la madre e non poteva essere  diversamente. Non riesce a realizzarsi neanche nella sua professione: critica i registi, perché lui non riesce a diventarlo, perché è ossessionalmente  impegnato a recitare un copione che si è scritto da solo . In strada si guarda intorno, pensa, torna indietro, ci ripensa, ritorna indietro. E’ Kim Rossi Stuart o Nanni Moretti ? Al primo impatto sembra che sia così, poi ci si accorge che il film seppur vive di dialoghi brillanti e divertenti scenette ha l’intento di far riflettere e si conclude con un finale liberatorio.  Per chi si sente personalmente coinvolto il film diventa avvolgente. Per gli altri,  soprattutto il pubblico femminile, può diventare ripetitivo e noioso. In ogni caso, un’ora e mezza con sempre lo stesso attore, con e senza barba, triste o pensoso, eccitato o in fase onirica sempre e solo in scena, diventa un pò eccessivo.   Le bellissime Jasmine  Trinca, Cristiana Capotondi e Camilla Diana fanno da sfondo. Per il resto c’è solo Tommaso.

 

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